Con un buon vecchio cavo MIDI

Di recente ho introdotto un nuovo strumento nel set-up. Si tratta del Genos di Yamaha, una tastiera che, sulla carta, supera il concetto di arranger per diventare una "digital workstation", come scrivono sul sito ufficiale. Nei fatti è una bestiola dal suono eccezionale e fortissima in quello per cui è nata, cioè creare accompagnamenti complessi in real time. Ma non è il massimo della flessibilità per quello che riguarda il sequencer interno: l'editing non è rapido ed efficace come sul Motif XF e il generoso display, chiaro e leggibile, è da usare coi "guanti". Ovviamente io sono ancora un neofita del Genos, dunque le mie sono impressioni da prendere con le pinze, come tutti i giudizi su questa Terra.

 

Ho pensato di farli coesistere, Motif e Genos. collegandoli con un buon vecchio cavo MIDI. L'idea è quella di sfruttare entrambe le macchine in quelli che sono i loro pezzi forti, così XF, col suo sequencer e il suo clock, recita il ruolo di Master mentre il Genos è programmato per realizzare alcune armonie. Il workflow, così, si semplificherebbe. E di molto: invece di diventar matto cercando di registrare ed editare parti solistiche sul Genos, questo è demandato al Motif.

 

Per ora ho sperimentato quest'idea realizzando una piccola traccia de "La grande famiglia", il pezzo che presto mi auguro di condividere con voi in formato "studio". Ora c'è da trovare una collocazione più convincente dell'attuale per queste "sorelle terribili"; è necessario comunque introdurre il PC nella catena per controllare più agevolmente il motore sonoro del Motif e ci vogliono delle casse monitor migliori delle attuali per avere una resa sonora più vicina a quello che presto accadrà sul palco.

 

Resistere. Sempre.

 

Enrico

 

#IRSTR

 

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